Non farti imballare!” è il titolo scelto per la EWWR (European Week for Waste Reduction) o SERR (Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti) di quest’anno, attiva dal 18 al 26 novembre nella raccolta e promozione di numerose iniziative di sostenibilità ambientale a livello europeo, consultabili qui. Il focus della 15esima edizione è sugli impatti ambientali degli imballaggi e sulle azioni a sostegno di una gestione sostenibile delle risorse e dei rifiuti relativi al packaging. Nel contesto di attualità di questo tema e in attesa dell’emanazione del Regolamento europeo dedicato – in fase di approvazione in questo periodo – proponiamo lo strumento che mette a disposizione Conai, Eco-D Tool, e altri strumenti utili per misurare la sostenibilità ambientale e la circolarità di un imballaggio e per rendicontare le azioni intraprese in linea con le leve di eco-design.

Quali sono le leve di eco-design secondo Conai?

Conai identifica sette leve su cui le aziende possono agire per ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi, considerando gli aspetti ambientali dell’intero ciclo di vita del pack in un’ottica integrata, ovvero:

  • Riutilizzo
  • Risparmio di materia prima
  • Utilizzo di materiale riciclato
  • Facilitazione delle attività di riciclo
  • Ottimizzazione della logistica
  • Semplificazione del sistema imballo
  • Ottimizzazione dei processi produttivi.

Nella immagine seguente è descritta nel dettaglio ognuna delle sette azioni virtuose individuate da Conai. La progettazione di un imballaggio più sostenibile per l’ambiente e più riciclabile può derivare dall’adozione di una o di una combinazione delle leve elencate.

“Non farti imballare!” EcoDTool di Conai, Eco-design e circolarità

Fonte: Conai sito

Come trattato nel nostro precedente articolo Export Francia e Ecodesign: proroga al 15 settembre per Refashion e Ecomaison, l’eco-design è considerato dalla Commissione europea approccio prioritario per l’attuazione del Piano d’Azione per l’Economia Circolare, così come enfatizzato dalla proposta di regolamento ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation) di marzo 2022 sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili.

Scarica qui la proposta di regolamento ESPR adottata dalla Commissione europea

Perché è utile misurare l’efficacia delle azioni di eco-design attraverso l’uso di indicatori?

Misurare” la sostenibilità ambientale, la circolarità di un imballaggio e l’efficacia delle azioni di eco-design intraprese è fondamentale nel contesto normativo attuale dato che:

  1. ogni gestione ambientale responsabile adottata da un’azienda in ottica di sostenibilità Ambientale, Sociale e di Governance (Environmental, Social, Governance – ESG), richiede alla stessa di dotarsi di sistemi di monitoraggio e controllo che permettano di misurare gli aspetti ambientali di pertinenza; sugli esiti dell’attività di misurazione devono essere basate la rendicontazione e il reporting verso tutte le parti interessate e le politiche/azioni di miglioramento. Nello specifico, il Piano di Sostenibilità, strumento adatto a definire in modo chiaro, condiviso e misurabile la strategia ESG di un’azienda e le linee di azione nel lungo periodo, prevede la definizione di KPI – Key Performance Indicators – per la misurazione e il controllo strategico delle dimensioni di sostenibilità
  2. per le aziende che rientreranno, in modo diretto o indiretto, nell’ambito di applicazione della nuova Direttiva europea CSRD, tutti gli standard ambientali ESRS di riferimento per la redazione del bilancio di sostenibilità prevedono la definizione di metriche quantitative per verificare lo stato di raggiungimento degli obiettivi e comparare l’evoluzione nel tempo delle prestazioni ambientali. In Italia saranno circa 4.120 (contro le 216 attuali) le aziende coinvolte in modo diretto dalla Direttiva CSRD e circa 120.000 al 2026 quelle coinvolte in modo indiretto, secondo le stime Efrag citate nel nostro precedente articolo “Valutazione EcoVadis della catena di fornitura – Un case study per fare chiarezza“. Puoi approfondire i requisiti degli standard recentemente adottati dalla Commissione Europea nel nostro precedente approfondimento “Adottati i nuovi Standards Europei di Rendicontazione della Sostenibilità – ESRS“.
  3. la proposta di Direttiva europea contro il greenwashing,“Green Claim Initiative”, pubblicata a marzo 2023, prevede che le aziende in futuro dovranno supportare e sostanziare ogni dichiarazione volontaria riguardo l’impronta ambientale dei propri beni, servizi o processi, tramite l’uso di metodi scientifici e standardizzati di quantificazione dell’impatto. La necessità di “comprovare le affermazioni sugli aspetti ambientali e sulle prestazioni utilizzando metodi solidi, scientifici, verificabili e trasparenti” è emersa in modo lampante dall’indagine condotta dalla Commissione Europea nel 2020 sulle dichiarazioni ambientali utilizzate dalle aziende europee. Lo studio ha rilevato che le asserzioni ambientali risultano “vaghe, fuorvianti o infondate” e “del tutto infondate” rispettivamente nel 53% e nel 40% dei casi (vedi l’estratto dei risultati dello studio nell’immagine sotto).
    Scarica qui la proposta di direttiva europea sul greenwashing
Valutazione delle etichette ambientali volontarie da parte della Commissione Europea – studio 2020

Fonte: Conai sito

Cos’è EcoD Tool?

E’ uno strumento che Conai mette a disposizione gratuitamente per misurare la sostenibilità ambientale e la circolarità di un imballaggio e per rendicontare le azioni intraprese in linea con le leve principali di eco-design. E’ un software accessibile da web e basato su un’analisi del ciclo di vita (LCA – Life Cycle Assessment) semplificata. Permette di simulare gli effetti di ogni intervento valutato per il miglioramento delle prestazioni ambientali del sistema imballaggio e di confrontare diverse soluzioni di progettazione possibili al fine di identificare quella più efficace nel raggiungere l’obiettivo “green”. I risultati e gli indicatori che propone, possono essere utilizzati, nel rispetto delle condizioni di licenza d’uso sottoscritte con Conai, nella reportistica e comunicazione aziendale, compreso il bilancio di sostenibilità. L’applicazione di EcoD Tool permette inoltre l’accesso volontario al Bando di eco-design di Conai.

Quali indicatori di sostenibilità ambientale e di riciclabilità propone EcoD Tool?

EcoD Tool propone alcuni indici per la misura della sostenibilità e riciclabilità di un imballaggio, ad esempio:

  • il FAR – Indice di Facilitazione delle Attività di Riciclo: attraverso una scala percentuale in 4 fasce, rappresenta una quantificazione della riciclabilità dell’imballaggio
  • l’ICC – Indice di Circolarità: fornisce un’informazione sintetica dei flussi che caratterizzano il sistema imballaggio, tenendo conto di parametri quali numero di riutilizzi, contenuto di riciclato, gestione dei rifiuti di processo e riciclabilità a fine vita.

EcoD Tool propone anche il calcolo di alcuni indicatori ambientali (si veda il dettaglio nell’immagine sotto):

  • GWP (Global Warming Potential/emissioni di gas che contribuiscono all’effetto serra)
  • GER (Gross Energy Requirement/consumo totale di energia)
  • WFP (Water Footprint/consumo d’acqua)
indicatori di sostenibilità ambientale e di riciclabilità

Fonte dato

Ci sono altri metodi per misurare le prestazioni ambientali di un imballaggio?

Per la misura delle prestazioni ambientali di un imballaggio in ottica multifattoriale, tenendo conto delle diverse fasi nel ciclo di vita del prodotto, deve essere seguita la metodologia LCA, Life Cycle Assessment. Le applicazioni del LCA che abbiamo descritto in questa pagina sono tutte utilizzabili per la misurazione.

Approcci specifici sono poi stati elaborati o sono in via di sviluppo da parte di:

  • istituzioni (ad es. le metodologie eVerdee – Quick LCA e Tespi – Quick Ecodesign sviluppate da Enea)
  • enti di certificazione (ad es. lo schema Circular Certification Product ideato da ICMQ ed ENEL X)
  • società di consulenza.

Nel panorama a disposizione, gli approcci possibili si differenziano per aspetti quali costi, facilità di utilizzo, tipologia di output e altro ancora. Prima dell’utilizzo di una metodologia di calcolo, si consiglia una valutazione preliminare da parte di esperti di quella più adatta, sulla base degli obiettivi da raggiungere e delle risorse a disposizione.

Sono previste sanzioni in caso di mancata “misurazione” degli aspetti ambientali di un prodotto o dell’efficacia di azioni di design?

Da una recente indagine effettuata dalla Commissione europea, i consumatori risultano fortemente “guidati” da temi green nelle scelte di consumo: il 94% della popolazione europea afferma che proteggere l’ambiente è importante e il 68% è concorde nel dire che le abitudini di consumo possono influenzare in modo avverso l’ambiente. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (ACGM), che ha competenza nella valutazione e nell’irroramento di sanzioni per pratiche commerciali scorrette, come le pubblicità, compresi i green claim scorretti e ingannevoli ha chiarito, con Provvedimento n. 28060 del 20/12/19, che i claim ambientali

“devono riportare i vantaggi ambientali in modo puntuale e non ambiguo e veicolare informazioni adeguatamente documentate, scientificamente ‘verificabili’ e circoscritte
a specifici aspetti verificabili in chiave comparativa rispetto a prodotti omogenei”.

Le sanzioni ACGM in caso di mancato rispetto dei criteri stabiliti possono andare da 5.000 a 5.000.000 €.

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Affronteremo le principali metodologie di rating ESG per orientare le aziende nella scelta delle piattaforme di valutazione più adatte. Descrivere i principali strumenti per l’adozione di un Piano di Sostenibilità per le aziende, con focus sul bilancio di sostenibilità e quanto previsto dalla Direttiva CSRD

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