In riferimento alle emissioni in atmosfera, Progetto Qualità e Ambiente offre i seguenti servizi:
- PRATICHE DI AUTORIZZAZIONE ALLE EMISSIONI IN ATMOSFERA
- ANALISI AMBIENTALI
La richiesta di autorizzazione alle emissioni in atmosfera deve essere effettuata per gli stabilimenti all’interno dei quali sono presenti uno o più impianti o sono effettuate una o più attività che producono emissioni in atmosfera.
Per queste aziende che necessitano di autorizzazioni per le emissioni in atmosfera siamo in grado di gestire l’istruzione di pratiche autorizzative ordinarie e in deroga dall’inizio alla fine dell’iter procedurale. Inoltre, tramite laboratori convenzionati, provvediamo all’esecuzione dei campionamenti analitici, offrendo anche un servizio di gestione delle scadenze delle analisi, in base alla periodicità stabilita dal provvedimento d’autorizzazione alle emissioni in atmosfera.
In sintesi, il nostro servizio per le pratiche di autorizzazione alle emissioni in atmosfera comprende:
- sopralluogo e check up degli impianti che producono emissioni in atmosfera;
- stesura domanda di autorizzazione per le emissioni in atmosfera e relativi allegati tecnici;
- comunicazioni con gli enti competenti e partecipazione a conferenze dei servizi;
- campionamenti ed analisi degli inquinanti;
- redazione di bilanci di massa;
- predisposizione registri di manutenzione degli impianti;
- gestione delle scadenze delle autorizzazioni.
CONSULENZA AMBIENTALE: tutti i servizi
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Green claim e PPWR nel 2026: gli aspetti da verificare in azienda
Dal 27 settembre 2026 sono applicabili le nuove disposizioni contro il greenwashing introdotte dalla Direttiva (UE) 2024/825 e recepite in Italia con il D.Lgs. 30/2026. In parallelo, dal 12 agosto 2026 il PPWR è applicabile in via generale e pone nuove questioni anche sulla gestione delle scorte di imballaggi. Per responsabili ambiente, HSE e compliance, marketing, produttori e importatori di packaging è quindi utile verificare non solo che cosa viene comunicato, ma anche quali evidenze e documenti supportano le dichiarazioni ambientali.
ESRS rivisti 2026: meno datapoint, più materialità e nuove tutele per la filiera
Il 3 luglio 2026 la Commissione europea ha adottato la revisione degli European Sustainability Reporting Standards e un nuovo standard volontario destinato alle imprese non soggette alla CSRD. Gli ESRS rivisti 2026 riducono sensibilmente le informazioni da rendicontare, semplificano la doppia materialità e introducono maggiore flessibilità operativa. Per le imprese della filiera, il nuovo value chain cap limita inoltre le richieste di dati provenienti dalle organizzazioni soggette alla CSRD. Ora la palla passa al Parlamento Europeo e al Consiglio dell'Unione Europea per il periodo di controllo, dopo il quale le nuove misure diventeranno ufficialmente operative.
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Dal 16 settembre 2026, per gli operatori iscritti al RENTRI, il Formulario di Identificazione del Rifiuto è emesso e gestito obbligatoriamente in formato digitale (xFIR). Per aziende produttrici e detentrici di rifiuti, trasportatori e gestori di impianti diventa quindi necessario verificare strumenti, procedure, responsabilità e coordinamento lungo la filiera, dalla compilazione e sottoscrizione dell’xFIR fino alla trasmissione dei dati e alla conservazione digitale nei casi previsti.



