Il Regolamento CE n. 1907/2006, noto come Regolamento REACH (acronimo di Registration, Evaluation, Authorisation and restriction of CHemicals), ha introdotto un sistema unico di registrazione, valutazione, restrizione e autorizzazione delle sostanze chimiche, che pone nuovi obblighi per un’ampia gamma di aziende:
- produttori/importatori di sostanze/preparati;
- produttori/importatori di articoli;
- formulatori/utilizzatori di sostanze/preparati;
- riempitori, re-brander, distributori e venditori al dettaglio.
Il servizio di consulenza offerto da Progetto Qualità Ambiente prevede:
- Check-up sul REACH (inquadramento dell’azienda ai fini Reach e individuazione dei relativi obblighi e scadenze).
- Consulenza REACH (supporto diretto al management aziendale con lo studio delle possibili vie d’azione per adempiere al Regolamento).
- Pre-registrazione delle sostanze.
- Gestione della comunicazione clienti-fornitori.
- Consulenza sulle sostanze SVHC (sostanze considerate molto preoccupanti) e sui relativi obblighi di Notifica alla banca dati SCIP
- Consulenza sulle schede di sicurezza delle sostanze/preparati.
- Formazione del personale aziendale in merito al Reach e alla gestione delle comunicazioni.
CONSULENZA AMBIENTALE: tutti i servizi
Le ultime dal mondo AMBIENTE
Green claim e PPWR nel 2026: gli aspetti da verificare in azienda
Dal 27 settembre 2026 sono applicabili le nuove disposizioni contro il greenwashing introdotte dalla Direttiva (UE) 2024/825 e recepite in Italia con il D.Lgs. 30/2026. In parallelo, dal 12 agosto 2026 il PPWR è applicabile in via generale e pone nuove questioni anche sulla gestione delle scorte di imballaggi. Per responsabili ambiente, HSE e compliance, marketing, produttori e importatori di packaging è quindi utile verificare non solo che cosa viene comunicato, ma anche quali evidenze e documenti supportano le dichiarazioni ambientali.
ESRS rivisti 2026: meno datapoint, più materialità e nuove tutele per la filiera
Il 3 luglio 2026 la Commissione europea ha adottato la revisione degli European Sustainability Reporting Standards e un nuovo standard volontario destinato alle imprese non soggette alla CSRD. Gli ESRS rivisti 2026 riducono sensibilmente le informazioni da rendicontare, semplificano la doppia materialità e introducono maggiore flessibilità operativa. Per le imprese della filiera, il nuovo value chain cap limita inoltre le richieste di dati provenienti dalle organizzazioni soggette alla CSRD. Ora la palla passa al Parlamento Europeo e al Consiglio dell'Unione Europea per il periodo di controllo, dopo il quale le nuove misure diventeranno ufficialmente operative.
RIFIUTI – Dal 16 settembre 2026 scatta l’obbligo del Formulario digitale (xFIR) per gli operatori iscritti al RENTRI
Dal 16 settembre 2026, per gli operatori iscritti al RENTRI, il Formulario di Identificazione del Rifiuto è emesso e gestito obbligatoriamente in formato digitale (xFIR). Per aziende produttrici e detentrici di rifiuti, trasportatori e gestori di impianti diventa quindi necessario verificare strumenti, procedure, responsabilità e coordinamento lungo la filiera, dalla compilazione e sottoscrizione dell’xFIR fino alla trasmissione dei dati e alla conservazione digitale nei casi previsti.



