Progetto Qualità e Ambiente si è specializzata nel servizio di valutazione delle ricadute al suolo degli agenti inquinanti.
Attraverso software di modellistica previsionale, realizziamo simulazioni della dispersione e della ricaduta al suolo degli inquinanti emessi in atmosfera da varie tipologie di sorgenti (ad es. puntiformi come camini industriali o lineari come traffico veicolare, ferroviario, etc.).
Il servizio di “Valutazione ricadute al suolo di inquinanti” offerta dall’azienda Progetto Qualità e Ambiente comprende:
- Inquadramento dell’area d’indagine e identificazione dei ricettori potenzialmente sensibili alle emissioni.
- Raccolta di dati meteorologici e rielaborazione dei dati al fine di renderli interfacciabili con il modello.
- Raccolta dati cartografici e territoriali.
- Raccolta dati di progetto inerenti le emissioni.
- Analisi meteo climatica dell’area oggetto di indagine.
- Modellizzazione della dispersione degli inquinanti emessi con il software e simulazione della ricaduta al suolo degli inquinanti più problematici per la qualità dell’aria (PM10 e NO2).
- Analisi statistica dei dati di concentrazione al suolo stimata per gli inquinanti.
- Predisposizione di mappe di isoconcentrazione degli inquinanti al suolo.
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Le ultime dal mondo AMBIENTE
Direttiva 2024/825/UE: la Commissione Europea aggiorna le FAQ sull’applicazione
La Commissione Europea ha pubblicato un aggiornamento delle FAQ sull’applicazione della Direttiva 2024/825/UE, dedicata al rafforzamento della tutela dei consumatori nella transizione verde. Il nuovo documento introduce chiarimenti importanti, cita ad esempio un punto rilevante per imprese B2C, uffici marketing, funzioni legali/compliance e responsabili ambiente: l’uso di termini o colori come “green” o “blue” in marchi, nomi aziendali o nomi di prodotto non costituisce automaticamente un claim ambientale, se il contesto non induce il consumatore ad aspettarsi un beneficio ambientale.
Stretta sui green claim dal 27 settembre 2026: cosa cambia per le aziende
Dal 27 settembre 2026 diventano applicabili le nuove regole europee e nazionali contro il greenwashing. Per tutte le imprese che comunicano claim ambientali su prodotti, packaging, sito web o materiali commerciali, diventa essenziale verificare che ogni dichiarazione “green” sia chiara, documentata e non ingannevole. Il 9 marzo 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 30 del 20 febbraio 2026, che attua la Direttiva (UE) 2024/825 sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell’informazione. Il decreto modifica il Codice del Consumo ed è entrato in vigore il 24 marzo 2026; le disposizioni della Direttiva sono applicabili dal 27 settembre 2026.
xFIR Il Nuovo obbligo di Formulario digitale
Ultima ora: il Decreto Milleproroghe sposta al 15 settembre 2026 l'obbligo di utilizzo del formulario digitale. Dal 13 febbraio 2026 il Formulario di Identificazione dei Rifiuti in formato digitale (xFIR) è diventato operativo per i soggetti obbligati, nell’ambito del percorso di digitalizzazione avviato con il RENTRI. In questa guida vediamo che cos’è l’xFIR, come funziona lungo la filiera e chi è tenuto a usarlo, distinguendo i casi in base a tipologia di rifiuto e caratteristiche del produttore. *** Ultim’ora: la Camera ha approvato una proroga dell’obbligo al 15 settembre 2026***



