Ambiente e Sostenibilità

A.U.A. – Autorizzazione Unica Ambientale

Il DPR n° 59/2013 ha introdotto l’Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.), un provvedimento autorizzativo della durata di 15 anni dal rilascio che incorpora le seguenti autorizzazioni ambientali già previste dalle normative di settore:

Il DPR n° 59/2013 ha introdotto l’Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.), un provvedimento autorizzativo della durata di 15 anni dal rilascio che incorpora le seguenti autorizzazioni ambientali già previste dalle normative di settore:

  1. autorizzazione agli scarichi idrici;
  2. comunicazione per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari […];
  3. autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti di cui all’articolo 269 del DLgs n. 152/2006 (cosiddette attività “in ordinaria“);
  4. autorizzazione generale alle emissioni di cui all’articolo 272 del DLgs n. 152/2006 (attività “in deroga“);
  5. comunicazione o nulla osta di cui all’articolo 8, commi 4 o comma 6, della legge n° 447/1995 (impatto acustico);
  6. autorizzazione all’utilizzo in agricoltura dei fanghi derivanti dal processo di depurazione (rif. DLgs n° 99/1992);
  7. comunicazioni in materia di rifiuti di cui agli articoli 215 e 216 del DLgs n. 152/2006 (cosiddetti impianti di recupero rifiutiin semplificata“).

Devono richiedere l’AUA le imprese e gli impianti che, per poter iniziare/proseguire la propria attività, necessitano di uno o più dei titoli autorizzativi sopra elencati e che non sono soggetti alla disciplina IPPC/AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale).

La richiesta deve essere presentata per i nuovi impianti, per modifiche sostanziali agli impianti esistenti o in tempo utile rispetto alla scadenza del primo titolo abilitativo sostituito dall’AUA.

I gestori degli impianti possono avvalersi della possibilità di non richiedere l’AUA solo in caso di attività soggette unicamente a comunicazione o ad autorizzazione generale.

Progetto Qualità e Ambiente, grazie all’esperienza maturata nei diversi ambiti di applicazione dell’AUA, è in grado di seguire tutto l’iter procedurale, dalla presentazione telematica della domanda di Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) al SUAP (Sportello unico per le attività produttive) territorialmente competente fino al rilascio del provvedimento di autorizzazione.

Progetto Qualità e Ambiente offre inoltre servizi di assistenza per la gestione degli adempimenti previsti dal provvedimento d’autorizzazione, quali ad esempio predisposizione della modulistica per la registrazione delle manutenzioni, gestione delle scadenze delle analisi / controlli ambientali ed esecuzione dei campionamenti analitici tramite laboratori convenzionati.

Le ultime dal mondo AMBIENTE

107, 2026
  • Tasto verde con icona foglia su tastiera e titolo Direttiva 2024/825/UE FAQ aggiornate

Direttiva 2024/825/UE: la Commissione Europea aggiorna le FAQ sull’applicazione

La Commissione Europea ha pubblicato un aggiornamento delle FAQ sull’applicazione della Direttiva 2024/825/UE, dedicata al rafforzamento della tutela dei consumatori nella transizione verde. Il nuovo documento introduce chiarimenti importanti, cita ad esempio un punto rilevante per imprese B2C, uffici marketing, funzioni legali/compliance e responsabili ambiente: l’uso di termini o colori come “green” o “blue” in marchi, nomi aziendali o nomi di prodotto non costituisce automaticamente un claim ambientale, se il contesto non induce il consumatore ad aspettarsi un beneficio ambientale.

805, 2026
  • Professionista marketing che valuta green claim e materiali di comunicazione ambientale per packaging sostenibile

Stretta sui green claim dal 27 settembre 2026: cosa cambia per le aziende

Dal 27 settembre 2026 diventano applicabili le nuove regole europee e nazionali contro il greenwashing. Per tutte le imprese che comunicano claim ambientali su prodotti, packaging, sito web o materiali commerciali, diventa essenziale verificare che ogni dichiarazione “green” sia chiara, documentata e non ingannevole. Il 9 marzo 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 30 del 20 febbraio 2026, che attua la Direttiva (UE) 2024/825 sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell’informazione. Il decreto modifica il Codice del Consumo ed è entrato in vigore il 24 marzo 2026; le disposizioni della Direttiva sono applicabili dal 27 settembre 2026.

2302, 2026
  • Operatore con DPI compila su tablet un documento digitale per la spedizione di rifiuti

xFIR Il Nuovo obbligo di Formulario digitale

Ultima ora: il Decreto Milleproroghe sposta al 15 settembre 2026 l'obbligo di utilizzo del formulario digitale. Dal 13 febbraio 2026 il Formulario di Identificazione dei Rifiuti in formato digitale (xFIR) è diventato operativo per i soggetti obbligati, nell’ambito del percorso di digitalizzazione avviato con il RENTRI. In questa guida vediamo che cos’è l’xFIR, come funziona lungo la filiera e chi è tenuto a usarlo, distinguendo i casi in base a tipologia di rifiuto e caratteristiche del produttore. *** Ultim’ora: la Camera ha approvato una proroga dell’obbligo al 15 settembre 2026***

Iscriviti alla nostra newsletter!

riceverai una volta al mese una mail con i più significativi aggiornamenti riguardanti le tematiche del nostro lavoro suddivise per categoria: consulenza ambientale, salute e sicurezza sul lavoro, sistema di gestione, modelli organizzativi, consulenza privacy e formazione.

(leggi l'informativa)