La normativa vigente in ambito ambientale prevede l’obbligo di conseguire l’autorizzazione per gli scarichi idrici.
Ai sensi della normativa vigente (Parte III del D.Lgs 152/06 e ss.mm.ii.), per “scarico” s’intende qualsiasi immissione effettuata tramite un sistema stabile di collettamento che collega, senza soluzione di continuità, il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore (che può essere un corpo idrico superficiale, il suolo, il sottosuolo o la rete fognaria), indipendentemente dalla natura inquinante, anche sottoposto a preventivo trattamento di depurazione.
L’azienda Progetto Qualità e Ambiente offre il proprio servizio di consulenza per l’avvio delle pratiche atte ad ottenere l’autorizzazione agli scarichi idrici.
In particolare è bene dire che gli scarichi di acque reflue possono essere di processo, di acque meteoriche e di lavaggio o domestici e assimilati. In riferimento agli scarichi idrici, Progetto Qualità e Ambiente offre i seguenti servizi:
- check up di verifica scarichi idrici e relativi adempimenti tecnico-amministrativi;
- consulenza e redazione domande di autorizzazione allo scarico acque reflue (meteoriche o di processo) nella rete fognaria o in corpi superficiali presso i rispettivi organi competenti;
- campionamenti ed analisi degli inquinanti;
- predisposizione registri di manutenzione degli impianti;
- gestione delle scadenze delle autorizzazioni degli scarichi idrici.
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Direttiva 2024/825/UE: la Commissione Europea aggiorna le FAQ sull’applicazione
La Commissione Europea ha pubblicato un aggiornamento delle FAQ sull’applicazione della Direttiva 2024/825/UE, dedicata al rafforzamento della tutela dei consumatori nella transizione verde. Il nuovo documento introduce chiarimenti importanti, cita ad esempio un punto rilevante per imprese B2C, uffici marketing, funzioni legali/compliance e responsabili ambiente: l’uso di termini o colori come “green” o “blue” in marchi, nomi aziendali o nomi di prodotto non costituisce automaticamente un claim ambientale, se il contesto non induce il consumatore ad aspettarsi un beneficio ambientale.
Stretta sui green claim dal 27 settembre 2026: cosa cambia per le aziende
Dal 27 settembre 2026 diventano applicabili le nuove regole europee e nazionali contro il greenwashing. Per tutte le imprese che comunicano claim ambientali su prodotti, packaging, sito web o materiali commerciali, diventa essenziale verificare che ogni dichiarazione “green” sia chiara, documentata e non ingannevole. Il 9 marzo 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 30 del 20 febbraio 2026, che attua la Direttiva (UE) 2024/825 sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell’informazione. Il decreto modifica il Codice del Consumo ed è entrato in vigore il 24 marzo 2026; le disposizioni della Direttiva sono applicabili dal 27 settembre 2026.
xFIR Il Nuovo obbligo di Formulario digitale
Ultima ora: il Decreto Milleproroghe sposta al 15 settembre 2026 l'obbligo di utilizzo del formulario digitale. Dal 13 febbraio 2026 il Formulario di Identificazione dei Rifiuti in formato digitale (xFIR) è diventato operativo per i soggetti obbligati, nell’ambito del percorso di digitalizzazione avviato con il RENTRI. In questa guida vediamo che cos’è l’xFIR, come funziona lungo la filiera e chi è tenuto a usarlo, distinguendo i casi in base a tipologia di rifiuto e caratteristiche del produttore. *** Ultim’ora: la Camera ha approvato una proroga dell’obbligo al 15 settembre 2026***



