Gli imballaggi rientrano tra i prodotti per i quali la normativa ambientale prevede la Responsabilità Estesa del Produttore, concetto secondo il quale chi immette sul mercato un prodotto è responsabile della sua gestione operativa e finanziaria a fine vita, una volta divenuto rifiuto. In pratica, questo significa che i produttori di imballaggi sono tenuti a pianificare e finanziare sistemi di raccolta, riciclo e smaltimento dei propri imballaggi, in modo autonomo o partecipando, attraverso il versamento di eco-contributi, a Consorzi che agiscono in modo collettivo.

Eco-design imballaggi nella normativa europea vigente

La progettazione eco-compatibile di un sistema di imballaggio è già premiata nei vari Stati europei, sia attraverso la modulazione del contributo ambientale applicabile, prevedendo bonus e sconti per prestazioni ambientali positive del sistema imballaggio, sia attraverso l’erogazione di premi alle innovazioni più sostenibili, come fa ad esempio il CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, attraverso il suo Bando Eco-design, a cui è possibile accedere valutando le prestazioni dell’imballaggio con le modalità descritte in questo precedente articolo “Non farti imballare!” EcoDTool di CONAI, Eco-design e circolarità per la European Week for Waste Reduction.
Alcuni Stati europei hanno stabilito l’obbligo per le aziende definite “Produttori” di redigere Piani di Prevenzione dei rifiuti e per l’eco-design. Oltre al caso della Francia, che abbiamo affrontato nel nostro articoloExport Francia: i nuovi obblighi entro il 31 luglio per l’Ecodesign“, anche la Spagna prevede l’obbligo di redazione di Planes empresariales de prevención nel caso di immissione sul mercato di quantitativi di imballaggi che superano le soglie descritte in questo articoloExport Spagna – adempimenti per imballaggi, economia circolare, etichetta ambientale e plastic tax” e illustrate nell’info-grafica seguente.

eco-design

Fig. Soglie di immissione sul mercato di imballaggio che rendono obbligatoria la redazione di piani di eco-design secondo la normativa spagnola

Diverse disposizioni nazionali, quindi, per l’unico obiettivo di rendere i sistemi di imballaggi sostenibili già a partire dalla fase di progettazione.

Requisiti di eco-design nel PPWR

Il nuovo Regolamento Imballaggi, approvato dal Parlamento europeo in data 24/04/24 che abbiamo trattato nel precedente articolo “Tante novità nel Regolamento UE Imballaggi, sempre più vicino!“,si spinge oltre in materia di eco-design, rendendo alcuni criteri ad oggi volontari elementi vincolanti per tutti o per alcuni sistemi di imballaggio.

Un imballaggio …. a dieta!

L’imballaggio più sostenibile è quello evitato! – sembra essere il messaggio del nuovo Regolamento PPWR, che ha imposto per tutti gli Stati Membri un prioritario obbligo di riduzione dei rifiuti di imballaggi prodotti come descritto nel nostro approfondimento sul tema. L’articolo 9 del PPWR sancisce il principio base per cui “il sistema imballaggio messo sul mercato da produttori o importatori deve essere designato con peso e volume ridotto al minimo necessario per assicurare la sua funzionalità tenendo conto della forma e del materiale di cui è costituito”. L’articolo 24 stabilisce l’obbligo, per operatori economici che confezionano con sistemi multicomponenti, che usano imballaggi per il trasporto o imballaggi per e-commerce, di rispettare una proporzione dello spazio vuoto che non superi il 50 % e promette l’emissione, entro 2 anni dall’entrata in vigore del PPWR, di standard armonizzati inerenti limiti di peso e volume, di spessore e spazio vuoto e metodologie per dimostrarne la conformità.

Un imballaggio …. più vite!

Il Regolamento PPWR introduce anche obblighi di riutilizzo degli imballaggi in carico agli operatori economici che immettono sul mercato i prodotti imballati. In particolar modo, l’articolo 29 prevede che “le aziende che usano imballaggi per la vendita e il trasporto di prodotti, anche attraverso il commercio elettronico, sotto forma di pallet, scatole di plastica pieghevoli, scatole, vassoi, casse di plastica, contenitori intermedi per il trasporto alla rinfusa, secchi, fusti e taniche di qualsiasi dimensione e materiale, compresi i formati flessibili o involucri di pallet o cinghie per la stabilizzazione e la protezione dei prodotti posti su pallet durante il trasporto, provvedono affinché almeno il 40 % (70% al 2040) di tali imballaggi utilizzati sia costituito da imballaggi riutilizzabili nell’ambito di un sistema di riutilizzo entro il 1º gennaio 2030”.

Un imballaggio… che prende altre forme

Gli imballaggi – tranne alcune eccezioni — dovranno essere tutti riciclabili entro il 2030.
Il Regolamento PPWR istituisce anche, per alcune tipologie di packaging, un sistema di categorizzazione armonizzata a seconda del grado di riciclabilità (classi A, B, C) e prevede scadenze più ravvicinate di limitazione all’immissione sul mercato degli imballaggi che rientrino nella classe C, avente la prestazione di riciclaggio più bassa.

Imballaggi in via di estinzione

L’articolo 9 del PPWR bandisce gli imballaggi aventi caratteristiche contrarie al requisito di minimizzazione di spazio e di volume (ad esempio imballaggi con elementi aventi l’unico scopo di aumentare il volume percepito, ad es. doppie pareti, falsi fondi e aumentare il volume percepito del prodotto, e strati non necessari). L’articolo 25 del PPWR restringe l’uso di alcuni formati di imballaggi, considerati scarsamente sostenibili, stabilendo tempistiche diverse di entrata in vigore della norma e deroghe per le microimprese. In particolar modo, alcuni imballaggi in plastica monouso, incluso il packaging per frutta e verdura sfusa, per il consumo di bevande e cibo nei bar e ristoranti e per le monoporzioni, i piccoli imballaggi monouso utilizzati negli alberghi e le borse di plastica in materiale ultraleggero al di sotto dei 15 micron, saranno banditi dal 2030.

Quali sostanze pericolose negli imballaggi?

Oltre a confermare le limitazioni per le sostanze pericolose già vigenti ai sensi della Direttiva Imballaggi per piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente, il nuovo Regolamento UE introduce limiti per la presenza di PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) negli imballaggi a contatto con gli alimenti. Il Regolamento rimanda poi a atti normativi successivi l’individuazione di ulteriori sostanze ritenute problematiche nel packaging.

TI INTERESSANO LE TEMATICHE ESG?
Non perderti il nostro ciclo di Webinar gratuiti e Corsi di formazione per le imprese dedicati al mondo ESG!

Questa iniziativa intitolata “Per-Corsi di Sostenibilità“, è pensata per guidare le aziende attraverso il complesso mondo ESG, promuovendo una transizione consapevole e di successo verso un futuro sostenibile.
La partecipazione ai Webinar gratuiti e ai Corsi di formazione consentirà alle aziende di acquisire competenze pratiche e approfondire la comprensione delle dinamiche ESG investendo sulla formazione del personale per soddisfare non solo la necessità di avere un team informato e consapevole ma rispondere alle crescenti aspettative degli stakeholder che richiedono sempre più un’interazione con personale altamente preparato.

Per-Corsi di Sostenibilità - la formazione ESG

Condividi questo articolo

Iscriviti alla nostra newsletter

riceverai una volta al mese una mail con i più significativi aggiornamenti riguardanti le tematiche del nostro lavoro suddivise per categoria: consulenza ambientale, salute e sicurezza sul lavoro, sistema di gestione, modelli organizzativi, consulenza privacy e formazione.

(leggi l'informativa)