Come anticipato nel nostro precedente articolo introduttivo sull’argomento Stretta dell’Ue sulle microplastiche che impattano su settori economici trasversali
, l’Unione Europea ha introdotto delle limitazioni in riferimento alle microparticelle di materie plastiche di sintesi (SPM), includendole nella lista delle sostanze in restrizione di cui all’Allegato XVII del REACH
Campo di Applicazione del Regolamento UE 2023/2055
Nella definizione di SPM in restrizione, di cui al REGOLAMENTO (UE) 2023/2055, rientrano i polimeri solidi che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
- sono contenuti in particelle e costituiscono almeno l’1 %, in peso, di tali particelle, o creano un rivestimento superficiale continuo sulle particelle;
- almeno l’1 % in peso delle particelle di cui alla lettera a) soddisfa una delle condizioni seguenti:
- tutte le dimensioni delle particelle sono uguali o inferiori a 5 mm (es. granuli)
- la lunghezza delle particelle è uguale o inferiore a 15 mm e il loro rapporto lunghezza/diametro è superiore a 3 (es. fibre, pellet)
Sono esclusi:
- polimeri di origine naturale non chimicamente modificati
- polimeri degradabili (condizione da verificare secondo le indicazioni contenute nell’appendice 15)
- polimeri con solubilità superiore a 2 g/l (condizione da verificare secondo le indicazioni contenute nell’appendice 16)
- polimeri che non contengono atomi di carbonio nella loro struttura chimica.
Chi Sono i Soggetti Coinvolti?
Con tempistiche e modalità differenti, gli operatori coinvolti dalle misure restrittive introdotte per le microplastiche sono:
- produttori di polimeri che rientrano nel campo di applicazione (ad es. produttori di pellet, polveri, fiocchi, fibre, scaglie)
- utilizzatori industriali di SPM per la produzione di oggetti in plastica o per altri usi industriali (ad esempio estrusor)i,
- fornitori che immettono per primi sul mercato prodotti contenenti SPM.
Le filiere coinvolte dai divieti di utilizzo, con tempistiche differenti a seconda dei casi, sono quelle in cui trovano impiego le microplastiche di sintesi quali ad esempio:, cosmetici, prodotti di bellezza e per la cura e pulizia della persona, della casa o altro, quali detergenti, cere, lucidanti, prodotti per la profumazione dell’aria, ma anche dispositivi medici, fertilizzanti, fitosanitari, prodotti decorativi.
Obblighi e Adempimenti
Le restrizioni introdotte riguardano in dettaglio il divieto di immissione sul mercato, con tempistiche diverse a seconda degli usi specifici, di SMP come componenti di miscele in una concentrazione pari o superiore allo 0,01 % in peso. Sono previste diverse deroghe al divieto e anche per gli utilizzi in deroga sono introdotti degli adempimenti tra i quali:
- l’obbligo di fornire istruzioni per l’uso e lo smaltimento con la finalità di spiegare agli utilizzatori industriali a valle come prevenire il rilascio di microparticelle di polimeri sintetici nell’ambiente
- obblighi di reporting
Gli obblighi di reporting riguardano i seguenti soggetti, con le tempistiche indicate:
- produttori e utilizzatori a valle di pellets, fiocchi e polveri utilizzati nei siti industriali per la produzione di oggetti in plastica ➢ Reporting annuale a partire dal 2026 (dati 2025)
- produttori e utilizzatori a valle per altri usi in siti industriali ➢ Reporting annuale a partire dal 2027 (dati 2026)
- commercianti che immettono sul mercato per la prima volta a utilizzatori professionali e al grande pubblico ➢ Reporting annuale a partire dal 2027 (dati 2026)
Il sistema di reporting sarà attraverso la piattaforma IUCLID. Le informazioni da comunicare annualmente (entro il 31 maggio) saranno, per ciascun sito e per ciascun uso previsto:
- Identità del polimero (numero CAS o altro)
- Stima della quantità di polimero/SPM rilasciate nell’ambiente nell’anno calendario precedente (per quantità di microparticelle o per quantità di polimero)
- Deroghe applicabili
Sull’argomento si segnala altresì che è in fase di discussione una proposta di legge, che dovrebbe imporre agli operatori coinvolti lungo le diverse fasi della filiera (produttori, trasportatori, distributori, trasformatori/utilizzatori) l’adozione di misure per il contenimento dei rischi di dispersione in ambiente di microplastiche.
Finalità della Normativa
Queste misure fanno parte della strategia contro le plastiche dell’Unione Europea e hanno la finalità di:
- Ridurre la dispersione di pellet nell’ambiente attraverso obblighi di gestione e tracciabilità per le aziende
- Incentivare pratiche sicure di contenimento, raccolta, e smaltimento dei pellet lungo la filiera
Tali misure si rendono necessarie viste le grandi quantità di microplastiche presenti nell’ambiente: nel 2017 l’ONU ha dichiarato che nei mari ci sono 51 mila miliardi di particelle di microplastica, 500 volte più numerose di tutte le stelle della nostra galassia.
Attraverso la catena alimentare, le microplastiche presenti nell’ecosistema sono inghiottite dagli animali e bioaccumulate negli organismi vegetali, fino ad arrivare poi nel nostro cibo.
Le microplastiche sono state infatti trovate negli alimenti e nelle bevande e di recente sono state trovate particelle di plastica anche nelle feci umane. Solo il 90 % delle microplastiche ingerite dall’uomo tuttavia sono espulse attraverso le feci, mentre il restante 10% resterebbe all’interno del nostro organismo, con effetti sulla salute ancora ignoti, senza considerare che spesso la plastica contiene sostanze che possono essere dannose per gli animali o gli umani che le ingeriscono.
Cosa Devono Fare le Aziende?
Al fine di adempiere correttamente alle regole stabilite dall’Unione Europea per contrastare la dispersione nell’ambiente di microplastiche, gli operatori coinvolti in varie fasi lungo la filiera delle materie plastiche dovranno:
- verificare se per gli specifici usi di microplastiche, in base al campo di utilizzo, sono stati introdotti divieti e con quale tempistica
- adempiere, per quanto applicabile a seconda del loro ruolo, agli obblighi di informazione lungo la filiera
- dotarsi di idonee procedure per la raccolta e la gestione delle informazioni necessarie a soddisfare gli obblighi di reporting, coordinandosi con i propri fornitori.
FAQ sulle Restrizioni UE sulle Microplastiche
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