AMBITO DI APPLICAZIONE E REQUISITI PER LE BATTERIE

Il Regolamento UE 2023/1542 stabilisce i requisiti per l’immissione sul mercato europeo di batterie ovvero di “[…] qualsiasi dispositivo che eroghi energia elettrica mediante trasformazione diretta di energia chimica […]” e si applicherà a tutte le categorie di tali prodotti eccetto le apparecchiature ad uso militare/bellico, aerospaziale e, parzialmente, impiegate nella sicurezza delle centrali nucleari. Rimane quindi escluso dalle eccezioni, in modo insolito rispetto al modus operandi dell’UE, la categoria di prodotti inerenti ai campi della ricerca e medico/sanitario.
Il testo della norma definisce in modo chiaro che esistono due tipologie di requisiti generici che le batterie dovranno rispettare: il primo, più pratico, riguarda la sostenibilità e la sicurezza del prodotto (capo II); il secondo, di natura comunicativa, richiama la necessità di etichettatura e conseguente scambio d’informazioni produttore-consumatore (capo III).

REQUISITI DI CONFORMITA’ IN MATERIA DI SOSTENIBILITA’ E SICUREZZA

Questa categoria è contenuta negli articoli da 6 a 12 della norma e interessa diversi ambiti. Nello specifico si fa riferimento ad argomenti quali:
Sostanze percolose. In aggiunta alle restrizioni di cui al regolamento REACH (CE 1907/2006) – Allegato XVII – e alla Direttiva 2000/53/CE (batterie per autoveicoli), l’Allegato I del regolamento aggiunge limiti di concentrazione in peso all’utilizzo di tre sostanze quali Mercurio (limite dello 0,0005%), Cadmio (limite dello 0,002% e Piombo (limite dello 0,01% dal 18/08/2024, posticipato al 18/08/2028 per la tipologia di batteria ad aria-zinco). È specificato che tali vincoli potranno essere rivisti con atti delegati ma che eventuali nuove modifiche non interesseranno le batterie utilizzate nel campo della ricerca.
Carbon FootPrint (CFP). Per tutte le batterie, prima della loro immissione sul mercato, deve essere redatta una dichiarazione dell’impronta di carbonio contenente i dati del fabbricante e la quantità (in Kg) di CO2 rilasciati per KW/h di potenza della batteria fornita durante il suo ciclo di vita nonché per ogni specifica fase del ciclo di vita del prodotto (come indicato in Allegato II del regolamento). In base all’uso che si farà della batteria, l’entrata in vigore dell’obbligo si concreterà tra gennaio 2025 e agosto 2030. La dichiarazione dovrà essere reperibile attraverso QR-code presente sull’etichetta. La metodologia per il calcolo e il formato della dichiarazione saranno contenuti in futuri atti delegati in uscita entro Febbraio 2024. In base alla sua CFP, la batteria rientrerà in una determinata classe di prestazione (anche questo dato sarà da indicare nel documento) i cui parametri potranno essere rivisti con cadenza triennale da atti della UE la quale inoltre, definirà anche la soglia massima CO2/KW/h (variabile per tipologia di batteria) che non potrà essere superata pena l’esclusione dal mercato comunitario.
Contenuto di materiale riciclato per batterie ai fini di mobilità e di tipo industriale. Per quanto riguarda la quantità di Cobalto, Litio, Piombo e Nichel presenti nelle batterie, è stabilita una soglia minima % in peso che dovrà essere ottenuta da materiale proveniente da processi di riciclo. Tali soglie minime aumenteranno nel tempo così da obbligare i produttori a limitare sempre di più lo sfruttamento di nuovi giacimenti. Ad esempio, è prevista che la % in peso di piombo riciclato raggiunga un valore minimo dell’85% a partire da agosto 2036. Qualora le batterie siano state progettate ai fini di riutilizzo per altre funzioni ad un certo punto del loro ciclo di vita, tali soglie non rappresenteranno un limite normativo. Un esempio di quanto sopra è il riutilizzo, già in essere, delle batterie delle automobili elettriche: quando queste sono giunte a fine vita per scopi di mobilità, vengono riutilizzate come accumulatori per l’impianto elettrico dello stadio Johan Cruijff Arena di Amsterdam e, in tal caso, l’obbligo della soglia minima % di elementi provenienti di attività di riciclo viene meno dato che lo stesso riuso implica, nella pratica, una sorta di riciclo del 100% del prodotto.
Prestazioni e Durabilità. Gli allegati III e IV del regolamento definiscono i parametri minimi di efficienza e durata delle batterie portatili e per usi gravosi, rispettivamente. I vincoli entreranno in vigore dall’agosto 2028 per la prima categoria e agosto 2024 per la seconda e potranno essere modificati e integrati da atti delegati della UE. Inoltre, entro agosto 2030 la UE valuterà la fattibilità di misure atte all’eliminazione totale, seppur graduale, delle batterie non ricaricabili (cosiddette “usa e getta”). I prodotti il cui uso è considerato più gravoso (industriali e per mobilità) dovranno essere accompagnate da un documento che spieghi le specifiche tecniche delle stesse e i calcoli per la misura di prestazione elettrochimica e di durabilità.
Sostituibilità. Sulle batterie portatili e per mezzi di trasporto leggeri, la norma vincola il costruttore a una loro facile sostituibilità ovvero attraverso istruzioni comprensibili e con l’uso di strumenti di utilizzo comune (attrezzi). Lo scopo è di limitare la presenza di prodotti la cui batteria sia insostituibile o per i quali la sostituzione debba richiedere l’intervento, spesso oneroso per l’utilizzatore, da parte del costruttore. La possibilità di evitare inutili e dispendiosi ricorsi a interventi specializzati è però vincolato all’assenza di rischi per la sicurezza del semplice utilizzatore durante la sostituzione: infatti, prodotti per uso medico professionale (indicati nel Regolamento UE 2017/745), prodotti destinati ad entrare in contatto con liquidi (es: spazzolino da denti elettrico) e ancora prodotti la cui rimozione della batteria determinerebbe il venir meno di sistemi di protezione dei dati personali, sono da escludere da tale vincolo. È altresì ribadito che i pezzi di ricambio dovranno avere un prezzo ragionevole e non discriminatorio e che questi dovranno essere disponibili per almeno 5 anni dall’immissione sul mercato dell’ultimo esemplare del prodotto.
Sicurezza dei sistemi fissi di stoccaggio. La documentazione allegata alle batterie della categoria suddetta dovrà comprovare la sicurezza della stessa indicando le prove alle quali sono state testate, indicando i possibili pericoli e le modalità di riduzione di questi. La commissione si riserva, sulla base dei dati statistici raccolti negli anni, di rivedere i parametri di sicurezza ora descritti nell’Allegato V del regolamento.

REQUISITI DI CONFORMITA’ IN MATERIA DI ETICHETTATURA, MARCATURA E INFORMAZIONI

Questa categoria di requisiti è descritta negli articoli 13 e 14 (Capo III). L’etichettatura delle batterie, con scadenxe temporali differenziate a seconda del loro uso, dovranno contenere le informazioni generali indicate nell’Allegato VI parte A, cioè:

  • Capacità  – dal 18/08/2026 per le batterie ricaricabili portatili e per i mezzi di spostamento
  • Durata media – dal 18/08/2026 per le batterie non ricaricabili
  • Simbolo di “raccolta differenziata” (come indicato in Allegato VI parte B)  – dal 18/08/2025 per tutte le tipologie
  • Simboli chimici di Piombo (Pb) e/o Cadmio (Cd) – dal 18/08/2025 per tutte le tipologie di batterie contenenti % in peso superiore allo 0,004 e 0,002 per cento, rispettivamente, dei suddetti elementi.
    Simboli chimici e simbolo di “raccolta differenziata” dovranno coprire % standard dell’intera superficie della batteria, avere dimensioni minime definite ed essere collocati in punti particolari del prodotto. Ci saranno esenzioni che permetteranno di apporre queste informazioni sull’imballaggio e sui documenti di accompagnamento invece che sulla batteria direttamente.
    Dal 18/02/2027 dovrà essere presente sull’etichetta un QR code (come indicato in Allegato VI parte C) che permette all’utente di accedere ad una serie di informazioni sul prodotto quali il Passaporto della batteria, la Dichiarazione di conformità, le informazioni sulla gestione quale rifiuto e, infine, a una relazione redatta dal produttore stesso relativa al dovere di diligenza. Parleremo di questi aspetti più avanti in questa news. Qualora le batterie siano state progettate per il riutilizzo, il QR code deve consentire l’accesso sulle informazioni relative alle variazioni di stato delle batterie stesse, come indicato nell’Allegato XIII del regolamento. La standardizzazione delle etichette avverrà a seguito dell’adozione di atti di esecuzione dedicati mentre atti delegati appositi potranno prevedere tipologie differenti di etichettatura e marcatura.
    All’interno dell’Allegato VII del regolamento sono contenuti dei parametri che devo essere utilizzati per la determinazione dello stato di salute e della durata di vita residua prevista delle batterie. A partire dal 18/02/2024, i suddetti dati aggiornati dovranno essere contenuti nel sistema di gestione delle batterie di stoccaggio e dei veicoli e dovranno essere resi disponibili al legale acquirente del prodotto al fine di consentirgli di fare valutazioni di sorta, anche in ottica di futuri cambi di destinazione della batteria. In ottica di facilitare quest’ultima eventualità, qualora il cambio di destinazione richieda un sistema software differente rispetto a quello utilizzato per la precedente funzione, il ripristino del nuovo programma dovrà essere reso agevole.

RILASCIO DELLA CONFORMITA’ E RELATIVI ORGANISMI DI NOTIFICA

Tutte le batterie immesse sul mercato della UE devono essere conformi ai requisiti elencati nei 2 capitoli precedenti. La conformità, come avviene già in altri ambiti (es: Macchine, vedi Direttiva 2006/42/CE e il Regolamento UE 2023/1230, suo prossimo sostituto), è presunta quando le prove, le misurazioni e i calcoli effettuati ai fini della definizione dei parametri di sostenibilità e sicurezza sono svolti con metodi affidabili cioè applicando norme tecniche, redatte da enti di normazione riconosciuti e pubblicate sulla gazzetta ufficiale, o “specifiche comuni” redatte direttamente dagli organi UE. Nel secondo caso, tali specifiche comuni possono essere applicate solamente in assenza di norme tecniche specifiche oppure quando, a seguito dell’istanza di redazione di tali norme agli enti normativi da parte della UE, si registrino ritardi nella produzione, mancata evasione della richiesta o non corrispondenza della norma sviluppata con le richieste iniziali. Nel momento in cui una norma tecnica dovesse entrare in vigore, il produttore dovrà conformarsi a quest’ultima dato che le specifiche comuni vengono automaticamente abrogate. La valutazione della conformità prevede delle modalità (cosiddetti Moduli) differenziate, infatti:

  • Per le batterie fabbricate in serie, la procedura può essere svolta attraverso il “controllo di produzione interna” (Modulo A – Allegato VIII parte A) oppure passando per la “Garanzia della qualità del processo di produzione” (Modulo D1 – Allegato VIII parte B). Il secondo è il metodo da applicare per gli specifici ambiti della Carbon Foot Print e della % minima di materiale riciclato contenuto nel prodotto.
  • Per le batterie non prodotte in serie, la procedura può essere completata sempre con il Modulo A oppure via “conformità basata sulla verifica dell’unità” (Modulo G – Allegato VIII parte C). Quest’ultimo è il metodo da applicare per gli specifici ambiti della Carbon Foot Print e della % minima di materiale riciclato contenuto nel prodotto.
  • Nel caso di batterie progettate per il successivo riutilizzo in ambito diverso da quello iniziale, è necessaria una ulteriore valutazione, successiva alla prima, utilizzando il Modulo A.

I documenti relativi alla valutazione dovranno essere nella lingua riconosciuta (o una delle lingue riconosciute) dallo stato membro nel quale l’organismo notificato effettua la valutazione. La procedura si conclude con l’emissione del Certificato di Conformità UE la cui stesura deve avvenire secondo i vincoli indicati nell’Allegato IX, indicando inoltre il Modulo applicato (vedi elenco puntato precedente), e tradotta in tutte le lingue ufficiali dei paesi membri nei quali il prodotto verrà distribuito. La responsabilità della conformità è unicamente del fabbricante. Il certificato è accompagnato dall’apposizione sul prodotto (o sull’imballo in casi particolari) della Marcatura CE la quale deve essere visibile, indelebile e leggibile nonché accompagnata dal numero di identificazione dell’organismo notificato che ha svolta la valutazione.

Il capo V della norma è interamente dedicato alla regolamentazione degli organismi di valutazione della conformità. Vediamo brevemente per punti quali sono i temi fondamentali:

  1. Un organismo di valutazione va segnalato alla commissione europea e agli altri stati membri da parte dello stato membro in cui questo ha sede legale. Gli organismi sono monitorati dalla “Autorità di notifica” la quale viene incaricata dallo stato membro stesso. Questa istituzione deve rispettare una serie di prerogative tra cui citiamo il conflitto di interessi, il riserbo delle informazioni e la necessità di astenersi dall’offrire servizi consulenziali di tipo concorrenziale. Scopo dell’Autorità, oltre al monitoraggio degli enti, è la definizione delle procedure di valutazione e notifica. La commissione rilascia per ogni organismo di notifica un numero di identificazione univoco.
  2. Gli organismi di valutazione, incluso il suo personale, devono essere dotati di personalità giuridica, porsi in modo del tutto indipendente rispetto fabbricanti, installatori, acquirenti e utilizzatori, ed essere nella piena competenza professionale tecnica e amministrativa per svolgere le proprie valutazioni. Le valutazioni sui prodotti andranno eseguite seguendo gli standard indicati nell’Allegato VIII, nell’articolo 48 o nell’articolo 51 (in base all’ambito di applicazione). Qualora l’organismo rilevi che i requisiti richiesti non siano soddisfatti potrà procedere, in prima istanza, verso il fabbricante, alla richiesta di adeguamento e, in caso di reiterata non conformità, optare per il mancato rilascio del certificato di conformità. Lo stato membro ha l’onere di definire la procedura per un eventuale ricorso contro le decisioni degli organismi notificati. Le richieste di notifica andranno presentate all’Autorità di notifica unitamente alla descrizione delle attività compiute, dei Moduli applicati, delle prove documentali di verifica e del certificato di accreditamento, se previsto. L’autorità procederà alla notifica quando nel caso in cui alcuna problematica di tipo documentale e procedurale si presenti. Gli organismi saranno ritenuti conformi agli standard per poter realizzare le valutazioni nel caso in cui dimostreranno di applicare i criteri definiti dalle pertinenti norme tecniche di settore che, pertanto, saranno l’elemento che l’Autorità applicherà in fase di verifica degli organismi stessi.
  3. L’Autorità di notifica che dovesse rilevare non conformità ha la facoltà di limitare, sospendere o annullare le notifiche e, in caso di cessazione dell’attività da parte di un organismo (o in caso di perdita dei requisiti) far evadere le pratica a un altro organismo. Qualora l’organismo dovesse rilevare la presenza di non conformità nelle notifiche precedentemente rilasciate (presumibilmente a causa di un suo subentro), informerà l’Autorità e potrà limitare, sospendere o annullare le specifica notifica. Inoltre, informerà anche gli altri Organismi delle proprie attività in ottica di scambio di esperienze e buone pratiche dato che è richiesto che tutti gli Organismi cooperino sotto forma di gruppo di coordinamento. Anche la Commissione potrà, in caso di dubbi, chiedere che lo stato membro intervenga con misure correttive su notifiche, Autorità e/o Organismi.

OBBLIGO DEGLI OPERATORI ECONOMICI

I capi VI, VII e VII definiscono quali sono gli obblighi di tutti gli operatori economici coinvolti dalla normativa. Vediamoli nel dettaglio:

  • FABBRICANTE. È la figura chiave della normativa in quanto su di esso ricadono la maggior parte degli oneri. Prima dell’immissione delle batterie sul mercato comunitario, infatti, il produttore deve sincerarsi che il proprio articolo sia stato progettato conformemente al Regolamento (articoli 6 ,7 ,8, 9, 10, 12 e 14) e sia accompagnato da istruzioni chiare, contenenti le informazioni di sicurezza, e nella lingua ufficiale del paese di commercializzazione. Le batterie devono essere etichettate (art. 13) ed esibire la Marcatura Ce che, di conseguenza, comporta che sia stata realizzata la Dichiarazione di Conformità a seguito di Valutazione di conformità. Tutta la documentazione deve essere conservata per almeno 10 anni dalla data di vendita dell’ultimo esemplare. Il fabbricante deve anche monitorare e dimostrare che il processo produttivo mantenga gli standard adeguati al mantenimento della conformità. I dati del fabbricante e del prodotto (nome, denominazione prodotto, marchio, indirizzo postale e web, e-mail, numero di identificazione, numero di lotto/serie) sono riportati sulla batteria o, quando questo risulta impossibile, sull’imballo e sulla documentazione allegata al prodotto. Tutti i parametri (Allegato VII) del sistema di gestione (art. 14) delle batterie devono essere facilmente accessibili. Tutte le informazioni utili per la conformità devono essere fornite, se richieste, alle autorità (formato elettronico o cartaceo). Sono considerati Fabbricanti anche le società che effettuano la preparazione delle batterie per il loro riutilizzo.
  • OBBLIGHI DEI FORNITORI DI BATTERIE O LORO MODULI. Devono fornire ai fabbricanti tutte le informazioni e la documentazione necessaria al rispetto dei requisiti del Regolamento.
  • OBBLIGHI DEI RAPPRESENTANTI AUTORIZZATI. Tale figura è designata dal Costruttore e la nomina deve essere accettata per iscritto. Questa figura esegue i compiti contenuti nel suo specifico mandato che non possono contemplare obblighi inerenti la progettazione conforme al Regolamento (che restano in capo al Fabbricante) e di strategia del dovere di diligenza e che, come minimo, devono riguardare vincoli relativi al mantenimento della documentazione (Dichiarazione di Conformità, documentazione tecnica, dovere di diligenza di parti terze, Audit per la conformità) per almeno 10 anni dalla data di vendita dell’ultimo esemplare, la fornitura della documentazione su richiesta dell’autorità e la necessità di collaborazione con le autorità per la riduzione dei rischi derivati dall’utilizzo del prodotto che rappresentano.
  • IMPORTATORI. Questi possono immettere sul mercato solo batterie conformi al Regolamento ovvero che siano marcate CE ed etichettate in modo conforme (art. 13, art. 38), siano accompagnate da tutta la documentazione necessaria come le istruzioni e le informazioni sulla sicurezza redatte nelle lingue ufficiali dei paesi nei quali saranno commercializzate. Come per i produttori, diversi dati dell’importatore (nome, denominazione prodotto, marchio, indirizzo postale e web, e-mail) devono comparire sulla batteria o, qualora non possibile, sull’imballaggio e sulla documentazione allegata. All’importatore è richiesta cura nell’immagazzinamento e nel trasporto del prodotto, la conservazione della documentazione per 10 anni dopo la data di vendita dell’ultimo esemplare oltre che alla tenuta di un registro degli eventuali reclami, non conformità e richiami relativi al prodotto. Infine, la collaborazione con le autorità deve essere trasparente fornendo loro, su richiesta, tutte le informazioni sul prodotto.
  • DISTRIBUTORI. Prima dell’immissione del prodotto sul mercato, devono eseguire una serie di verifiche relative a) all’avvenuta iscrizione del produttore al registro dei produttori (vedremo in seguito questo punto), b) all’avvenuta marcatura CE (art. 19) ed etichettata (art. 13) del prodotto, c) alla presenza della documentazione di conformità (art. 6, 7, 8, 9, 10, 12, 13, 14) e delle istruzioni per la sicurezza. Il distributore dovrà anche verificare che sia il produttore che il distributore si siano conformati ai requisiti di informazione ovvero la presenza dei dati (nome, denominazione prodotto, marchio, indirizzo postale e web, e-mail, numero di identificazione, numero di lotto/serie) sulla batteria o sulla relativa documentazione. Come per gli importatori, è richiesta cura nell’immagazzinamento e nel trasporto del prodotto, la conservazione della documentazione per 10 anni oltre la data di vendita dell’ultimo esemplare, la tenuta di un registro degli eventuali reclami, non conformità e richiami relativi al prodotto e infine la totale collaborazione con le autorità.
    TRASPORTATORE. Ricadono su questa figura la cura nell’immagazzinamento e nel trasporto del prodotto, la necessità di cooperare con le autorità per la riduzione dei possibili rischi connessi al prodotto.

Nei seguenti casi, gli obblighi che competono unicamente sui fabbricanti ricadono su importatori e distributori:

  • il prodotto è immesso sul mercato con il nome o il marchio dell’importatore o del distributore
  • importatore o distributore modificano le caratteristiche di una batteria, già immessa sul mercato, in modo tale da compromettere la conformità dell’oggetto oppure modificando la sua funzione.

Qualora le batterie siano state sottoposte a preparazione per il riutilizzo, tutti gli operatori economici coinvolti nel processo di re-immissione sul mercato devono garantire che esami, prove prestazionali, imballo e spedizione siano svolti con adeguati sistemi di controllo di qualità e sicurezza. Il regolamento sembra quindi richiamare l’applicazione di Norme tecniche quali la 9001 e la 45001.

OBBLIGHI IN MATERIA DI STRATEGIA RELATIVE AL DOVERE DI DILIGENZA

Tutto il capo VII è incentrato su tale argomento. La norma definisce in modo chiaro che tutti gli articoli del capo VII sono applicabili esclusivamente laddove l’operatore economico abbia fatto registrare un fatturato netto superiore ai 40 milioni Euro. Si applica quindi a quelle aziende decisamente strutturate e con volumi d’affare importanti. La data ultima richiesta per mettere in campo strategie relative al dovere di diligenza è quella del 18 febbraio 2025. All’interno di questa news non viene ulteriormente approfondito questo tema che sarà in futuro oggetto di un articolo dedicato.

GESTIONE DEI RIFIUTI DA BATTERIA

Tutto il capo VIII del Regolamento (23 articoli) è dedicato alla gestione dei rifiuti da batterie. Ogni stato membro dovrà, entro il 18 novembre 2025, definire una (o più) autorità competente sul tema “rifiuta da batterie” e definirne le modalità di funzionamento in relazione ad una serie di temi quali:

a) raccolta e diffusione dei dati sui rifiuti e
b) la realizzazione di un registro dei produttori con relativa autorizzazione di questi ultimi in ottica anche di responsabilità estesa. Il registro dei produttori è istituito dal singolo stato membro e per accedervi è necessario avanzare una domanda di registrazione: è obbligatorio esservi iscritto per poter commercializzare batterie nel relativo stato di appartenenza, anche nel caso queste siano incorporate nei mezzi di trasporto. La domanda deve contenere:

  • nome, recapiti e codice di identificazione del produttore
  • marchio e categoria del prodotto
  • modalità, per iscritto, di adempimento degli obblighi di responsabilità estesa o eventuali dati relativi all’associazione di categoria incaricata di tale funzione in loro vece

L’autorità competente fornisce le informazioni relative alle modalità di iscrizione e, a seguito di una richiesta, autorizza la registrazione entro 12 settimane. La stessa autorità ha, inoltre, la facoltà di esigere il pagamento di una tariffa a copertura delle spese e di revocare l’iscrizione dei facenti richiesta in casi particolari.
Uno degli aspetti più interessanti della norma sul tema rifiuti è la cosiddetta “responsabilità estesa del produttore” che incombe su produttori di batterie, anche nel caso queste siano a scopo di riutilizzo. Ogni produttore deve, per iscritto, designare un rappresentante autorizzato a tal fine. Nello specifico, la responsabilità prevede che vi sia il versamento di una quota sotto forma di contributo finanziario atta a coprire i futuri costi concernenti la raccolta differenziata (che includono anche trasporto, trattamento e smaltimento della batteria) e la raccolta dati e la comunicazione degli stessi alle autorità competenti. Per i produttori è possibile delegare tale funzione anche ad organizzazione di settore; queste hanno l’obbligo di garantire a tutti i produttori, indipendentemente dal loro peso sul mercato, un equo trattamento in tema di quota economica di adesione che dovrà essere modulata in base al tipo di batteria commercializzato, al contenuto % in peso del materiale riciclato impiegato e alla ricaricabilità (tempo di vita) e riciclabilità (costo di smaltimento) del prodotto stesso. Le associazioni dovranno pubblicare sul proprio sito web i dati relativi al tasso di raccolta differenziata, all’efficienza e alla riciclabilità dei prodotti nonché informazioni inerenti alle procedure per la scelta, da parte dei produttori, del gestore rifiuti cui appoggiarsi. La designazione del rappresentante richiede istanza ufficiale da rivolgere all’autorità competente in materia e dovrà contenere sufficienti informazioni sulle modalità di adempimento degli obblighi imposti dalla normativa. L’accettazione della richiesta può prevedere un tempo massimo di 12 settimane da parte dell’autorità competente. I dettagli sulla procedura e le modalità di verifica del rispetto della conformità per l’adesione dovranno essere emanate dal singolo stato membro. Viene indicata una periodicità triennale per gli audit di verifica del rispetto della conformità e la possibilità di richiesta al produttore/associazione di una relazione o di un piano d’azione correttivo, in caso di problematiche. Qualora le non conformità persistano, l’autorità ha la facoltà di revocare l’autorizzazione. I costi di gestione di queste attività saranno coperti dai produttori/associazioni previo pagamento di un onere finanziario.

Nella newsletter del prossimo mese proseguiremo l’analisi del Regolamento UE 2023/1542  con i vincoli legati alla raccolta differenziata delle batterie.



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