Il 18 agosto 2024 è entrata in vigore la prima legge europea sul ripristino della natura come parte del Green Deal europeo. La normativa stabilisce obiettivi vincolanti per il recupero del 30% degli ecosistemi entro il 2030, il 60% entro il 2040 e il 90% entro il 2050. Gli Stati membri devono presentare alla Commissione Europea, entro due anni, piani nazionali dettagliati con misure, risorse e benefici attesi per il ripristino degli ecosistemi naturali.
La tematica relativa al ripristino degli ecosistemi risulta di fondamentale importanza in relazione a problematiche urgenti come la lotta contro il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità all’interno degli ecosistemi naturali. In questo contesto, il Consiglio UE ha dato il via libera alla prima legge per il ripristino della natura, entrata in vigore lo scorso 18 agosto.
Obiettivi Vincolanti per il Ripristino degli Ecosistemi Entro il 2050 Allineati al Green Deal Europeo
La normativa, annunciata tramite comunicato il 17 giugno 2024 e allineata al Green Deal europeo, stabilisce obiettivi giuridicamente vincolanti per la protezione e il ripristino di ecosistemi terrestri, marini, d’acqua dolce e urbani, contribuendo quindi alla tutela e alla protezione della biodiversità. La tabella di marcia organizzata per il raggiungimento di questi risultati prevede che: il 30% di ogni ecosistema dovrà essere oggetto di misure di ripristino entro il 2030, il 60% entro il 2040 e il 90% entro il 2050.
Piani di Ripristino Nazionali: Scadenze e Misure per il Raggiungimento degli Obiettivi 2030-2050
I piani di ripristino nazionali saranno al centro degli impegni dei singoli Paesi e dovranno essere presentati alla Commissione Europea entro due anni. Inizialmente, i Paesi potranno presentare una bozza, che dovrà essere finalizzata e pubblicata entro sei mesi dall’arrivo di eventuali osservazioni dell’esecutivo Ue. Questi piani dovranno dettagliare le misure previste per rispettare le scadenze del 2030, 2040 e 2050, adattate ai contesti nazionali, e includere tempistiche, risorse finanziarie e benefici attesi, soprattutto per quanto riguarda la tematica relativa all’adattamento e alla mitigazione dei cambiamenti climatici. L’Agenzia Europea dell’Ambiente, inoltre, fornirà relazioni tecniche periodiche sui progressi. Gli Stati membri dovranno implementare misure di ripristino su almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell’Ue entro il 2030, estendendo tali misure a tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050.






