Il 16 ottobre è entrata in vigore la direttiva (UE) 2025/1892 che modifica la direttiva quadro sui rifiuti e introduce nuovi obblighi per prevenire e ridurre i rifiuti tessili e alimentari.

Tessile e calzature: entra in vigore la Responsabilità Estesa del Produttore

Nel dettaglio, la Direttiva introduce a livello europeo la Responsabilità Estesa del Produttore o EPR (Extended Producer Responsibility) per i rifiuti tessili e per le calzature.

Dal 17 aprile 2028, fabbricanti, importatori e distributori saranno tenuti a:

  • Finanziarie il fine vita dei prodotti immessi sul mercato, mediante il pagamento di un eco-contributo obbligatorio;
  • Coprire le attività di raccolta differenziata, cernita, riutilizzo e riciclaggio;
  • Iscriversi a un Registro nazionale dei produttori, per garantire la tracciabilità e semplificare i controlli.

L’obiettivo ultimo è quello di ridurre la pressione sulle risorse naturali agendo in un’ottica di circolarità, promuovendo pratiche di consumo più sostenibili come il noleggio, la riparazione e il commercio di seconda mano.
In linea con l’obiettivo, l’eco-contributo sarà modulato a seconda delle performance ambientali dell’articolo in modo tale da premiare gli articoli più durevoli, riparabili e riciclabili. Inoltre, le aziende “produttrici” dovranno iscriversi ad un Registro nazionale dei produttori, per garantire trasparenza e facilitare i controlli.

Tempistiche previste dalla Direttiva:

  • Recepimento nazionale entro il 17 giugno 2027
  • Attivazione dei regimi EPR entro il 17 aprile 2028

Rifiuti alimentari: obiettivi vincolanti di riduzione entro il 2030

Per quanto riguarda i rifiuti alimentari, la Direttiva richiede agli Stati membri di adottare le misure necessarie per prevenire la produzione di rifiuti alimentari lungo l’intera filiera:

  • Produzione primaria
  • Trasformazione e fabbricazione
  • Vendita al dettaglio
  • Ristorazione e servizi di catering
  • Consumi domestici

Gli Stati membri dovranno adottare politiche nazionali finalizzate a:

  • Campagne di sensibilizzazione per la riduzione degli sprechi
  • Individuazione e gestione delle inefficienze di filiera
  • Promozione della donazione di alimenti invenduti e sicuri, destinati prioritariamente al consumo umano, rispetto ad altri impieghi (mangimi o prodotti non alimentari)

Per la prima volta, l’UE introduce obiettivi quantitativi obbligatori da raggiungere entro il 31 dicembre 2030, rispetto alla media dei rifiuti alimentari prodotti nel triennio 2021-2023:

SettoreObiettivo di riduzione
Trasformazione e fabbricazione –10%
Retail, ristorazione, domestico–30% pro capite

Gli Stati membri verificheranno nel tempo l’attuazione delle misure di prevenzione e il rispetto degli obiettivi di riduzione dei rifiuti alimentari, misurandone i livelli di produzione sulla base di metodologia indicata nella Direttiva.

I tecnici PQA supportano le imprese dei settori coinvolti nell’analisi degli impatti normativi, nella valutazione delle responsabilità produttive, nella scelta dei modelli EPR più idonei e nella pianificazione delle misure di prevenzione dei rifiuti.

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