Il provvedimento del Garante Privacy n. 754 del 18/12/2025 – pubblicato il 29 gennaio 2026 – ha evidenziato diverse violazioni legate alla gestione delle caselle e-mail individuali dopo l’interruzione del rapporto di lavoro.

In particolare, il Garante ha contestato:

  • Il mantenimento attivo della casella individuale dell’ex dipendente per circa due mesi;
  • L’inoltro automatico della corrispondenza in entrata verso altri account aziendali;
  • La mancanza di misure idonee a proteggere i dati personali e la segretezza della corrispondenza.

La società è stata sanzionata con 40.000 euro e sono stati disposti provvedimenti correttivi.

Cosa prevede il provvedimento del Garante

Secondo il Garante:

  • Le caselle e-mail individuali contengono dati personali e contenuti riservati, anche solo nei metadati o negli allegati.
  • Non è possibile sostenere che la posta “lavorativa” sia liberamente accessibile per il solo fatto di appartenere all’azienda.
  • L’approccio corretto è la disattivazione dell’account, l’attivazione di un autoresponder con contatti alternativi e l’adozione di misure per evitare la visualizzazione dei messaggi in arrivo.
  • L’inoltro sistematico e la conservazione non selettiva della posta violano i principi di liceità, minimizzazione e limitazione della conservazione.
  • Le procedure aziendali devono tenere conto anche dello Statuto dei Lavoratori (art. 4, L. 300/1970) per i profili di controllo indiretto sugli strumenti aziendali.

Check operativo per le aziende

È opportuno verificare subito i seguenti aspetti:

Gestione dell’offboarding

  • Tempi e modalità di disattivazione degli account personali
  • Presenza di deleghe formalizzate per le caselle condivise
  • Coordinamento tra IT e HR nella revoca degli accessi

Continuità operativa e minimizzazione

  • Utilizzo preferenziale di indirizzi di funzione (es. info@, amministrazione@)
  • Archiviazione sicura tramite sistemi documentali e non tramite posta elettronica

Messaggi automatici e rispetto normativo

  • Impostazione di autoresponder temporanei con recapiti alternativi
  • Predisposizione di policy documentate e aggiornate

Il provvedimento conferma che la gestione post-cessazione delle email aziendali deve essere improntata a liceità, trasparenza e minimizzazione. L’adozione di procedure chiare e aggiornate tutela l’azienda da sanzioni e favorisce una transizione ordinata e conforme alla normativa.
Puoi leggere anche il nostro precedente articolo: “Posta elettronica e controllo del datore di lavoro: la Cassazione conferma i limiti

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