La Direttiva CSRD ha introdotto l’obbligo di redigere un bilancio di sostenibilità per diverse tipologie di aziende, secondo differenti finestre temporali. Questo documento include al suo interno valutazioni in merito a impatti positivi o negativi di un’impresa su aspetti ambientali, sociali e di governance. Dati i numerosi vantaggi associati alla redazione di un bilancio di sostenibilità, come un miglioramento della reputazione e una migliore capacità di permanenza all’interno della catena di fornitura dei propri clienti, anche le aziende non obbligate alla stesura del documento hanno deciso di pubblicarlo in maniera volontaria.
Gli Standard ESRS per la Redazione del Bilancio di Sostenibilità
Il riferimento ufficiale per la redazione del bilancio di sostenibilità sono gli standard europei ESRS pubblicati da EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) che ha recentemente messo a disposizione delle aziende alcuni nuovi documenti utili per una migliore comprensione e approfondimento degli standard di rendicontazione:
- una bozza di 90 FAQ sulla Direttiva CSRD e sugli ESRS
- il rapporto EFRAG sulle prime osservazioni relative all’implementazione degli ESRS, basato su uno studio ufficiale riguardante 28 grandi aziende europee
- la raccolta aggiornata di 99 spiegazioni EFRAG sugli ESRS
Doppia Materialità e Raccolta Dati ESG: Sfide e Strategie per le Aziende
Dagli studi pubblicati all’interno di questi documenti sono emerse alcune interessanti valutazioni:
- le imprese considerano la valutazione di doppia materialità come una vera e propria strategia piuttosto che una semplice cogenza normativa. Si tratta di uno studio che analizza le tematiche di sostenibilità ambientale, sociale e di governance secondo una duplice prospettiva (di impatto e finanziaria), prendendo in esame gli impatti rischi e opportunità che l’azienda produce sulle tematiche di sostenibilità e gli effetti che le stesse possono generare sull’azienda da un punto di vista economico e finanziario. A seguito delle conclusioni derivanti da queste valutazioni, l’85% delle imprese osservate ha deciso di integrare gli esiti della rendicontazione all’interno dei propri processi strategici e decisionali.
- I dati di sostenibilità raccolti presentano spesso delle lacune: circa l’80% delle aziende, infatti, segnala difficoltà significative nel recuperare dati relativi agli aspetti ambientali, sociali e di governance. Queste difficoltà possono essere legate a molteplici fattori, tra la diversità negli standard e negli approcci attualmente disponibili (es. SASB, GRI, ESRS), la complessità della catena di approvvigionamento e la mancanza di figure adeguate a supporto dei processi di raccolta.
- La mappatura della catena del valore è ancora in fase iniziale. Per catena del valore si intende l’insieme delle attività che vengono svolte da un’impresa per creare il proprio prodotto o servizio e commercializzarlo sul mercato. Ogni attività all’interno della catena del valore di un’impresa contribuisce ad accrescere il valore finale di un bene e aiuta l’azienda a distinguersi sul mercato. Il processo di mappatura può talvolta risultare articolato a causa della complessità delle operazioni e relazioni aziendali, che rendono difficile identificare in modo chiaro e preciso i fattori che permettono ad un’impresa di emergere in maniera distintiva rispetto alle altre.
- Le aziende segnalano inoltre una crescente necessità di collaborazione interdisciplinare e di nuove competenze da integrare all’interno della gestione aziendale. Le tematiche di sostenibilità, infatti, richiedono conoscenze di tipo trasversale in ambito ambientale, sociale e di governance. Per integrare in maniera corretta i principi dello sviluppo sostenibile all’interno della governance dell’impresa viene quindi richiesto il contributo di nuove figure necessarie per gestire la complessità di queste tematiche.






