I cambiamenti climatici costituiscono una delle sfide più rilevanti da affrontare a livello globale. Questa tematica rappresenta una problematica significativa all’interno del contesto nazionale italiano. L’Italia, infatti, è situata all’interno del cosiddetto “hot spot mediterraneo”, che costituisce un’area particolarmente sensibile ai cambiamenti climatici. Il territorio, inoltre, è soggetto ad un’elevata ricorrenza di rischi naturali, come alluvioni, fenomeni di dissesto e carenza idrica. Oggi risulta evidente come l’intensificarsi di eventi climatici estremi aumenti anche i rischi legati ad impatti economici, sociali e ambientali. A conferma di ciò, la Legge di Bilancio 2024 introduce l’obbligo di copertura assicurativa alle aziende per i danni provocati da calamità naturali. L’articolo 24 della bozza di legge prevede infatti una misura contenitiva, con l’obiettivo di limitare le perdite economiche derivanti da disastri ambientali, che solo nell’ultimo anno sono aumentate del 135% rispetto a quello precedente. Entro il 31 dicembre 2024, tutte le aziende italiane iscritte nel Registro delle Imprese dovranno quindi stipulare dei contratti di assicurazione che coprano i danni causati da diverse calamità, come, ad esempio, frane, inondazioni, esondazioni, alluvioni. In questo contesto, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha approvato il 21 dicembre 2023 il “Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici” (PNACC). Il documento si relaziona ad un quadro giuridico che ricopre diversi riferimenti legislativi esistenti a livello internazionale come, ad esempio, la Convenzione-Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), il Protocollo di Kyoto e l’Emendamento di Doha, l’Accordo di Parigi e l’Agenda 2030 con i relativi obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), oltre che ad ulteriori provvedimenti riferiti al contesto europeo e italiano. Il Piano è composto da due fasi complementari e consecutive fra loro. La prima parte, che risulta già avviata, comprende l’approvazione del PNACC mentre la seconda riguarda l’avvio delle attività del Piano per la definizione di modalità e strumenti settoriali e intersettoriali relazionati ai diversi livelli di governo. L’obiettivo del Piano è quello di mettere a disposizione delle imprese uno strumento di supporto concreto per la pianificazione e l’attuazione delle azioni di adattamento più efficaci nel territorio italiano, in relazione alle criticità riscontrate e per l’integrazione dei criteri di adattamento nelle procedure e negli strumenti di pianificazione già esistenti. Si prefigge inoltre l’obiettivo di fornire una funzione di indirizzo, individuando una cornice all’interno della quale possano svilupparsi azioni di adattamento regionali e locali, e identificando anche eventuali opportunità che le aziende potranno cogliere in futuro grazie alle nuove condizioni climatiche. Con riferimento alla problematica relativa ai cambiamenti climatici, una misura ulteriore di recente applicazione riguarda la nuova norma UNI 14068:2023 per la Carbon Neutrality delle imprese. Si tratta, anche in questo caso, di uno strumento chiave per il raggiungimento della neutralità climatica, che costituisce uno dei principali obiettivi posti dalla COP28 per il 2050. Per “Carbon Neutrality” si intende la condizione in cui le emissioni GHG antropogeniche sono bilanciate dalle rimozioni di GHG antropogeniche, all’interno di uno specifico arco temporale. La norma si inserisce all’interno della “famiglia” degli standard ISO14060, che forniscono linee guida alle imprese per la quantificazione, monitoraggio, rendicontazione, convalida e verifica delle emissioni di gas serra e per la validazione della neutralità carbonica. Si tratta di uno standard che può essere integrato in maniera molto efficace alle norme ISO 14064 e 14067, relative al calcolo della Carbon Footprint di organizzazione e di prodotto. A seguito dell’individuazione delle principali fonti emissive e degli aspetti più rilevanti su cui agire in un’ottica di ciclo di vita, per le imprese sarebbe possibile sviluppare strategie climatiche finalizzate al raggiungimento di obiettivi di carbon neutrality. L’applicazione della norma può fornire diverse indicazioni riguardanti la riduzione delle emissioni GHG dirette e indirette, l’incremento delle rimozioni delle emissioni GHG e la compensazione delle emissioni rimanenti, oltre che tutti i requisiti per il raggiungimento della Carbon Neutrality e le relative dichiarazioni. I benefici riguardanti l’implementazione di questo standard sono molteplici. Riguardano, ad esempio, un aumento di credibilità e fiducia in relazione all’utilizzo di specifici claim ambientali, l’utilizzo di un metodo scientifico relativo all’implementazione di strategie di riduzione dei gas ad effetto serra e l’utilizzo di un approccio di carbon management in un’ottica di ciclo di vita e che consideri l’intera catena del valore.

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